Osservazioni alla SECONDA VARIANTE al Piano di Governo del Territorio adottata con deliberazione del Consiglio Comunale n. 50 del 22-12-2016

Il Piano di Governo del Territorio (PGT), che era stato approvato dalla Amministrazione Abondio nel 2011, nel 2014 e poi a marzo 2017 è stato sottoposto a variante dalla prima Amministrazione Mondini.

L’OTD ha chiesto che i percorsi di variante servissero ad eliminare le molte criticità ancora esistenti nel PGT.

 

L’OTD ha chiesto che con le varianti si offrisse alla città la possibilità di progettare un futuro diverso, partendo dalle reali necessità: le condizioni del mercato immobiliare nella nostra zona, la presenza di 900 unità immobiliari libere, non prefigurano il bisogno di nuove costruzioni, ma di una riqualificazione e valorizzazione dell’esistente.

 

Nel 2014 e poi nel 2017 l'OTD ha fatto protocollare proposte di variazione del PGT (in allegato) ai fini della tutela degli interessi diffusi per chiedere di migliorare l'assetto urbanistico e edilizio della nostra città.

Le richieste dell’OTD sono state respinte dall’Amministrazione Mondini che si è limitata a piccoli aggiustamenti senza segnare una reale inversione di tendenza.

 

L’OTD rileva che ancora oggi le previsioni di piano consentono un consumo eccessivo di suolo e l’aggressione irrimediabile alle zone agricole.

Infatti l’impostazione di questo PGT:

 

- privilegia l’edificazione di nuovi insediamenti residenziali, anche in aree inadatte, e trascura la valorizzazione e il recupero del già edificato;

 

- sceglie di aggredire con nuove costruzioni le aree verdi ancora libere, invece di dare la priorità alla riqualificazione delle aree industriali dismesse (ex-Italsider) e del già costruito;

 

- individua 19 ambiti residenziali, 7 ambiti polifunzionali, 3 ambiti produttivi, 2 ambiti per servizi per un totale di 877.000 mq di territorio coinvolto (dati riportati dall’analisi del PGT svolta dalla Provincia) e tutto questo quando nel nostro Comune vi sono numerose costruzioni ancora non utilizzate.

 

Nella pianificazione è stato completamente ignorato il bisogno dei cittadini di incontrarsi, di vivere il proprio territorio e di usufruire di servizi di qualità, spendibili anche a livello turistico.

 

 

 

 

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