Darfo. Pgt, una petizione con 520 firme
L’Osservatorio Territoriale: «Questo piano del territorio rischia di diventare un’occasione perduta»
di Sergio Gabossi
Dalla strada al palazzo per confrontarsi sul Pgt. Dopo aver incontrato oltre trecento cittadini nelle otto assemblee pubbliche nelle frazioni del Comune di Darfo, l'Osservatorio territoriale darfense questa mattina busserà alla porta del sindaco. Sulla scrivania di Francesco Abondio arriverà una petizione ricchissima di osservazioni, perplessità e critiche al Piano di governo del territorio di prossima approvazione che, secondo i membri dell'Osservatorio, «non ha sufficientemente coinvolto la cittadinanza oltre che essere carente nell'informazione durante la fase di elaborazione e pubblicazione, compito che spettava in primo luogo all'Amministrazione comunale». In calce alla petizione, un «mittente» pesante: cinquecentoventi firme di cittadini che condividono ‑ chi più chi meno ‑ le preoccupazioni dell'Osservatorio. «Il Pgt rischia di essere un'occasione perduta ‑ ha spiegato Rosa Pedersoli, coordinatrice dell'associazione ‑Nel passato è mancata una visione complessiva della città e del suo futuro turistico-termale e purtroppo manca anche in questo piano. Ci rivolgiamo all'Amministrazione comunale affinché tenga conto delle osservazioni nostre e di tanti concittadini».
La Giunta Abondio incassa e passa al contrattacco convocando per lunedì 21 dicembre al Centro Congressi di Boario Terme l'assemblea pubblica generale per presentare il Pgt alla presenza dei tecnici e dell'assessore all'Urbanistica. La petizione che sarà consegnata al primo cittadino di Darfo parla di «colata di cemento» per spiegare «il consumo di suolo previsto nel Pgt: circa 850.000 mq in cinque anni, rispetto ai 350.000 previsti dal Piano di Coordinamento Territoriale Provinciale in dieci anni» evidenziando che «le numerose zone di nuova destinazione residenziale non tengono conto della abbondante presenza di abitazioni non utilizzate, dei volumi delle aree dismesse e di quelli degli alberghi attualmente non funzionanti».
La chiacchierata ipotesi di spostamento del sito dell'imbottigliamento dell'Acqua Boario nella zona del Monticolo, è «inaccettabile perchè non considera le fasce di rispetto dei corsi d'acqua e la presenza di attività di allevamento e di aree per il tempo libero» e, riferendosi in particolare alla zona ovest del Monticolo, «le due aree polifunzionali (in realtà commerciali e congressuali) chiuderebbero tra due ali di cemento il parco intercomunale di cui questa collina è parte integrante». L'Osservatorio territoriale darfense, quindi, sceglie la strada del confronto critico e diretto, sulle orme dei «cugini» di Edolo che dopo il Pgt sono pronti a scendere in piazza per difendere «il bene acqua e il Parco dell'Ogliolo».
«Giovedì pomeriggio durante il normale orario di ricevimento al pubblico, spiegheremo al sindaco Abondio tutte le nostre preoccupazioni», ha garantito Rosa Pedersoli. Va ora in onda il primo vero faccia a faccia.
