L’Osservatorio Territoriale Darfense segue con attenzione l’iter del PGT avviato nelle Commissioni Consiliari e in Consiglio Comunale dal 5 maggio 2010.

L’OTD giudica positivamente le aperture, tardive (ma meglio tardi che mai), espresse dal Sindaco: sono stati previsti più incontri per l’analisi della documentazione e per il confronto tra tutti i gruppi consiliari. Ultimamente è stata anche espressa la disponibilità a prolungare i lavori del Consiglio Comunale oltre i quattro incontri già in calendario per definire soluzioni condivise su alcuni punti. Si aprono così possibilità di riflessione sul consumo di suolo e sui reali bisogni di nuova edificazione per la città. Nelle sedute svolte finora il Consiglio Comunale ha deciso di preparare norme chiare per impedire di usare i sottotetti ai fini abitativi per le nuove costruzioni degli ambiti PGT: ciò ha come conseguenza la riduzione delle altezze dei futuri edifici. Il Consiglio ha inoltre stabilito di affrontare con concretezza le seguenti questioni: il destino degli alberghi chiusi, l’area Banzato, i centri storici, il rapporto tra aziende agricole e sviluppo residenziale, le forme di perequazione.

L’OTD auspica che alle parole facciano seguito fatti concreti e che il confronto venga allargato anche alle forze sociali ed economiche, così come la legge 12/2005 prevede all’art.13, comma 3: “Prima dell’adozione degli atti di PGT il comune, tramite consultazioni, acquisisce entro trenta giorni il parere delle parti sociali ed economiche”.  


Nell’invitare i cittadini a presenziare alle sedute del Consiglio Comunale, l’OTD richiama l’attenzione su alcuni punti nodali:

- mantenere le aree agricole di interesse paesaggistico a nord del Monticolo;

- conservare la fascia agricola omogenea tra il canale e via Bosca Gas che verrebbe interrotta da una fascia edificabile (ATR 10) che comprometterebbe il destino futuro anche di ciò che sta intorno;

- garantire alle aziende agricole presenti sul territorio gli spazi necessari per continuare la loro attività;

- mantenere l’orizzonte di percezione della frazione di Erbanno, senza circondarla di nuove costruzioni ed estendendo la destinazione di “area agricola di  tutela del centro storico”;

- dare la priorità al recupero degli edifici esistenti per riqualificare il patrimonio edilizio (es. ex scuola elementare di Corso Lepetit, area Banzato/ex-Italsider, i numerosi edifici fatiscenti di via Manifattura, e gli esempi potrebbero essere molti altri);

- risolvere i problemi di viabilità nelle frazioni e non aggravarli, limitando in modo ragionevole le nuove costruzioni (es. Angone, Montecchio, Pellalepre, Fucine);

- creare un'area verde nelle vicinanze di ogni grande area residenziale sorta negli ultimi anni (il cosiddetto “verde di quartiere”);

- riqualificare il piazzale della stazione di Boario Terme senza prevedere indici di edificabilità altissimi (nella proposta di PGT l’indice è 1 a 1) e salvaguardando il parco giochi e la destinazione pubblica dell’edificio della scuola elementare;

- realizzare un parco tematico che comprenda il vecchio mulino e l’area ex Tenda a Boario, creando un collegamento pedonale dalla stazione;

- mantenere la destinazione a parco per l’intera area delle Terme e per l’Isola;

- separare dal contesto urbano le attività industriali inquinanti (es. Bessimo).


Questi sono alcuni dei temi sollevati in questi mesi dall’OTD e sui quali attendiamo risposte.


Le zone di completamento urbano, quanto già previsto dal prg e le numerose varianti adottate negli ultimi 20 anni garantiscono un’espansione edilizia più che sufficiente rispetto ai bisogni della città. Non serve aggravare il consumo di suolo: in una città turistico-termale occorre puntare sulla qualità della vita e del paesaggio per il benessere di chi vi abita e di chi viene alle Terme per trascorrere momenti di cura e di relax.




                                           Osservatorio Territoriale Darfense


Darfo, 13 maggio 2010 


Portavoce: Rosa Pedersoli

Via Dolomiti, 10

25047 Darfo Boario Terme

Tel.: 0364 532699  cell.: 348 5490434

Comunicato stampa del 13 maggio 2010